Rubriche Scaffale 

Le Vite degli artisti di Gaspare Celio. «Compendio delle Vite di Vasari con alcune altre aggiunte»

Non c’è dubbio che Gaspare Celio e le sue Vite degli artisti occupino un ruolo di preminenza nell’ideale canone dei testi dimenticati o sottovalutati dalla Storia.

È un documento che brucia, questo di Celio (1571-1640), destinato a far parlare di sé, denso di polemiche eccellenti e di tentativi di revisione storica.
Il sottotitolo del volume, del resto, con quel «Compendio delle Vite di Vasari con alcune altre aggiunte», è programmatico: Celio vuol spostare l’asse di rotazione del Rinascimento a latitudini romano-centriche.

se non havesse havuto incontro la Scrittura, haveria detto che il primo huomo fusse creato in Toscana

Celio combatte una battaglia culturale che è soltanto un’altra faccia dell’orgoglio ‘campanilista’. Egli vuol, cioè, sostituire Roma a Firenze: commenta l’opera di Vasari e di Michelangelo con ironia, sprezzo, sarcasmo e quasi vituperio. Rifiuta l’idea di un influsso michelangiolesco su Raffaello: le affinità sarebbero spiegabili attraverso un bagno comune a tutti gli artisti dell’epoca nella fonte della classicità, vale a dire, appunto, Roma. La furia del polemista apre squarci di dibattito che dimostrano anzitutto una cosa: la vitalità della storia dell’arte.

[Michelangelo] andava a disegnare, e vedere le fabriche antiche. Dove nelle Terme Diocleziane, in una nichia grande, vidde alcune figure dipinte anticamente, che erano grandi, oltre misura, et il Celio giovanetto le ha vedute tutte malconcie, et era fama che Michele dopo haverle disegnate le haveva anco con una picca in tal modo ridutte. Si veggono le machie delli colori, e qualche poco di dintorno, ancora oggi dì in essa tribuna, la quale sta entrando nella porta del convento alla destra

Gaspare Celio, insomma, vorrebbe riaprire la partita e certamente questo testo per lungo tempo creduto perduto, sottovalutato, offre un appoggio dialettico a una questione che ritenevamo conclusa.

 

 

Avventura nell’avventura è poi quella dello studioso Riccardo Gandolfi che, come spiega bene Zuccari, ha potuto riportare alla luce questo manoscritto. L’inedita fonte si nascondeva in realtà tra le carte di un’antica biblioteca inglese in attesa di essere riscoperta. Questa edizione presenta per la prima volta il testo integrale del manoscritto, corredato da un apparato critico che ne facilita la consultazione.
L’edizione delle Vite degli artisti consegna al lettore uno spaccato totalmente inedito del mondo artistico romano, percorso proprio nei primi anni del Seicento da forti cambiamenti: quello di Celio è un punto di vista alternativo su un mondo che credevamo certo, ormai museificato.
Queste contraddizioni sono nutrimento per la storia dell’arte, una storia tutt’altro che chiusa.


Contenuti

Le Vite degli artisti di Gaspare Celio (1571-1640) si credevano, sino ad oggi, irrimediabilmente perdute. L’inedita fonte si nascondeva in realtà tra le carte di un’antica biblioteca inglese in attesa di essere riscoperta. Questa edizione presenta per la prima volta il testo integrale del manoscritto, corredato da un apparato critico che ne facilita la consultazione. L’opera, rimasta sconosciuta per secoli, getta nuova luce sulle biografie di molti artisti attivi tra il XVI e il XVII secolo, oltre a permettere di fare chiarezza sul punto di vista del pittore che la redasse, sul suo pensiero, sui conflitti e le contraddizioni che ne animarono l’esistenza. L’edizione delle Vite degli artisti consegna al lettore uno spaccato totalmente inedito del mondo artistico romano, percorso proprio nei primi anni del Seicento da forti cambiamenti. Il volume offre nuove notizie, spunti di riflessione e si colloca a pieno titolo tra le principali fonti per la storia dell’arte.


Biografia

Riccardo Gandolfi è Archivista di Stato presso l’Archivio di Stato di Roma. Formatosi alla Sapienza, ha conseguito, nel medesimo ateneo, il Dottorato di ricerca in Storia dell’arte moderna, con uno studio sul pittore e scrittore romano Gaspare Celio, i cui esiti sono stati pubblicati in diversi contributi scientifici. Le sue ricerche si incentrano principalmente sull’arte a Roma tra XVI e XVII secolo, con particolare riferimento al Caravaggio, sul quale ha pubblicato articoli in riviste italiane e internazionali. Specifica attenzione è stata inoltre riservata alla figura di Prospero Orsi, celebre “turcimanno” di Michelangelo Merisi, su cui è in preparazione uno studio monografico.


Scheda tecnica
Autore: Riccardo Gandolfi
Editore: Olschki Editore, 2021
Formato: cm 17×24, xii-392 pp. con 32 tavv. a colori f.t.
Prezzo: € 48,00


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